Lunedì, 24 Giugno 2019 CercaCerca  
Riassunto

Obiettivi
L’obiettivo del progetto è quello di sviluppare una tecnologia innovativa che consenta il riutilizzo di reflui agroindustriali ai fini irrigui, a costi sostenibili e convenienti per le imprese.

Risultati attesi

  1. ottenere dai reflui una frazione di acqua utilizzabile per l’irrigazione, conforme a quanto previsto dalle normative vigenti.
  2. comprendere quali tipologie di reflui (siero, vitivinicolo) saranno efficacemente trattati da questa nuova tecnologia e quali, per contro, non potranno essere utilizzati in futuro.
  3. valutazione economica sull’impatto dell’innovazione in termini di risparmio di costi, energetici e ambientali rispetto alle tecnologie tradizionali o ai normali costi di smaltimento o trattamento (se grazie al presente progetto si potesse utilizzare la sola ultrafiltrazione del siero, invece dell’osmosi inversa, i costi per le Aziende potrebbero essere ridotti di un 30% circa, passando ad esempio da 0,32 euro/m3 a 0,2 euro/m3).
  4. verifica della possibilità dell’utilizzazione dei reflui dell’industria casearia e vitivinicola, non solo a fini irrigui, ma anche a fini di strategie di controllo, a basso impatto ambientale, su popolazioni di nematodi fitoparassiti, particolarmente dannosi nel settore del vivaismo, presenti nel terreno agrario.

Piano delle attività

  • definizione di protocolli di trattamento delle acque
  • realizzazione di un prototipo trasportabile in grado di trattare le acque reflue, che potrà costituire un valido punto di partenza non solo per le Aziende dei settori su cui saranno effettuati i test, ma anche per altri settori che presentano problematiche analoghe (zootecnico) o diverse (concia).
  • sperimentazione sul campo (sia presso le Aziende che producono acque reflue, sia presso Aziende agricole che utilizzeranno le acque trattate a fini irrigui)
  • validazione tramite analisi delle acque e tramite verifiche di eventuali effetti sulle colture (irrigazione su colture cerealicole)
  • impiego dell’acqua ozonizzata per applicazioni fitasanitarie contro i nematodi (particolarmente dannosi nel settore ortivo e nel vivaismo ), evitando quindi l’uso di prodotti chimici che impattino negativamente sull’ambiente e sulla biodiversità: saranno realizzate prove, in ambiente controllato (serre), su colture ospiti suscettibili infestate artificialmente dai nematodi galligeni e/o cisticoli.